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OBESITÀ: cosa è, come si tratta, come se ne esce….

Ciao ragazzi e anche oggi vi voglio riparlare di un problema a me molto caro, l’obesità, quella grave e cioè quella che genera una vera e propria dipendenza dal cibo.

Mi ripresento, sono Tania ho 30 anni e ho sofferto di obesità e posso dire per esperienza che è difficile riconoscere questa dipendenza soprattutto se è da poco tempo che se ne soffre.

L’enciclopedia Treccani definisce l’obesità come una patologia cronica che determina l’aumento di massa grassa su tutta la struttura corporea, le cause che la determinano sono multifattoriali, nonostante a livello fisiologia l’aumento di peso deriva da un maggiore importo calorico rispetto alla spesa energetica,  i dati statistici ISTAT del 2016 ci dicono che in Italia a soffrire di obesità tra la popolazione di età pari e superiore ai 18 anni è il 10,4%.

Secondo quanto riportato dalla pagina web dell’Istituto A.T. Beck i fattori di rischio per l’obesità sono: 

  • Fattori genetici
  • Altri familiari obesi
  • Obesità nell’infanzia
  • Genere
  • Età
  • Diete squilibrate
  • Poca o per nulla attività fisica
  • Farmaci
  • Problemi di salute

Al di là dei dati, posso dirvi da ex obesa che un obeso che è tale perché ha generato una  forma di dipendenza dal cibo, non mangia per fame di cibo, ma per fame e/o d’amore, affetto, calore, conforto, sostegno ecc.

Si mangia per superare uno stato forte di ansia, di infelicità, di solitudine, di dolore, di vuoto, ma anche di noia, noia che però nasconde un senso di impotenza o apatia nei confronti di qualcosa nella nostra realtà.

Tante sono le sfaccettature di questa malattia quante sono le sfaccettature della personalità del soggetto che ne è affetto.

L’apice del piacere un obeso dipendente dal cibo lo prova mangiando e come tutte le forme di dipendenza, per mantenere costante questo livello di piacere, si necessiterà di sempre più cibo (in quantità) e sempre più spesso (nell’arco della giornata). Ma alla fase del piacere poi segue la fase del senso di colpa, fase in cui la persona si sente in colpa per aver mangiato.

Tre possono essere, in molti casi, i momenti in cui l’obeso che è dipendente dal cibo riesce a rompere temporaneamente o a lungo termine la sua dipendenza:

  1. Nel caso in cui trova una persona dalla quale si sentirà amato (ma anche qui la dipendenza si blocca solo temporaneamente e il tempo che impiega l’obeso a tornare alla sua dipendenza dipende solo dall’andamento della relazione o dai problemi che la coppia si troverà ad affrontare)
  2. Quando vivrà un momento di tranquillità e benessere (anche questa però è una pausa temporanea perché la dipendenza tornerà non appena varierà la condizione personale e/o ambientale)
  3. Se la persona capisce di avere un problema e inizia un percorso (con esperti) per guarire e rinascere (cambiamento reale e a lungo termine).

La poca informazione sul tema ha contribuito a rallentare l’autoconsapevolezza della dipendenza da parte del soggetto e alimentato i pregiudizi sul peso detti anche weight bias che esistono intorno a questa problematica e che di conseguenza altro non fanno che aumentare il senso di disagio e di inquietudine che l’obeso già quotidianamente vive dentro di se a causa del meccanismo che la dipendenza crea: bisogno –> piacere –> senso di colpa, per poi ricominciare da capo.

Per quanto riguarda le conseguenze psico-sociali dei pregiudizi sul peso ve ne parlerò a breve, in un nuovo articolo.

È importante comprendere che l’obesità è un tema particolarmente delicato, complesso e estremamente insidioso soprattutto se stiamo parlando di dipendenza, si può infatti, in questi casi, ferire la sensibilità altrui in qualsiasi momento se si agisce con leggerezza o indifferenza, poiché ripeto NON È una questione di VOLONTÀ ma di DIPENDENZA.

Chi è obeso non è un debole è solo una persona che è entrato in un meccanismo più grande di lui e che in molti casi ha bisogno di un supporto, in primis per verificare realmente se soffre di questa patologia, poi per diventarne consapevole ed infine per uscirne.

E di questo non c’è nulla di cui vergognarsi perché a tutti capita di cadere, a tutti capita di avere bisogno di qualcuno per rialzarsi e tutti o quasi tutti almeno una volta nella vita abbiamo provato cosa significa essere dipendenti di qualcosa o di qualcuno.

Non ci si deve vergognare di essere obesi o di essere stati obesi, tutto questo fa parte del nostro percorso e più ne parliamo e più ci autoaitiamo e aiutiamo gli altri ad affrontare con tranquillità le varie fasi di questo cammino.

Se avete voglia di entrare nel tema o approfondirlo vi lascio alcuni link che vi possono tornare utili:

Cosa è l’obesità, informazioni tratte dall’enciclopedia Treccani.ithttp://www.treccani.it/enciclopedia/obesita/

Dati statistici sull’obesità in Italia tratte dall’indagine sui fattori di rischio per la salute dell’ISTAT: https://www.istat.it/it/archivio/202040

Serie tv sull’obesità: La clinica per rinascere -Obesity Center Caserta– https://it.dplay.com/realtime/la-clinica-per-rinascere-obesity-center-caserta/

o in alternativa, in diretta su RealTime tutti i lunedì dalle 21:30.

Istituto A. T. Beck – Trattamento Cognitivo Comportamentale dell’obesità- : https://www.istitutobeck.com/trattamento-obesita

Centro per il trattamento dell’obesità – Pineta Grande Hospital – Caserta: https://www.pinetagrande.it/obesity_center.php

Se invece ragazzi avete voglia di raccontarmi la vostra esperienza o di cosa pensate di questa serie su Realtime scrivetemi qui nei commenti, ma anche se avete solo qualche domanda o dubbio commentate qui sotto sarò felice di rispondervi.

Ricordate più se ne parla e più si aiuta e ci si aiuta.

Un abbraccio a tutti!

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